
Indugiando sulle note,
l'anima scalza,
si esibisce in una tetra danza.
La vita si dilegua infausta,
sciogliendo una nostalgia incauta,
un clamore sbragato
un respiro spezzato.
Tramestio di terra,
gallerie di talpe laboriose,
rombi di guerra
tradiscono mine silenziose.
Occhi di prigioniero senza sposa,
versi di cordoglio mentre riposa.
rammentano promesse nude,
rivelano assenze mute.
Naufraghi di virtù,
stregati al canto delle sirene
affondano giù,
condannati all'incanto potere.
Miseria nel cuore,
di fragore intorno,
Amore scarno
di lacrime adorno.
lunedì, maggio 10
Anima Scalza
domenica, gennaio 24
Contesa, dolce e amara
Sagome fini di fantasmi affannati a raccolta,
scaraventano lontano immaginarie parvenze.
Fanatico il rumore della pioggia persevera,
incalzandone il battito.
Dentro le viscere della terra, radici si contorcono,
strisciando fino al sole.
E' una contesa, dolce e amara. E qui le parole ritornano ad essere reali.
Un pellegrinaggio in cui non importa dove stai correndo o dove vuoi arrivare, importa sentire netto e definito il bisogno di farlo.
Ciò che mette in moto gli ingranaggi, una forza così forte capace di far saltare il Nord della bussola.
Un fiume impetuoso che rompe gli argini portando via con sè tutto ciò che è costruito su fondamenta fragili. Non esiste veicolo, nè metà, solo l'impulso bulimico di spogliare il corpo da questa forza convulsa. Il fascino magnetico è nell'impeto a cui dà nutrimento, come la legna quando brucia.
Spazza via, sgretolando sospiri, abissi e silenzi, strisciando nelle vene e muove dita, lingua, ore.
domenica, novembre 22
Ritorno alla Terra
solo abbozzati tentativi poco realistici di renderle tali.
Era il giorno in cui avevo capito quanto potesse costarmi pensarla così.
foglie d'autunno spogliano d'abito i loro rami,
scivolando inerti sull'aria umida.
Voci disarticolate infiltrano da mondi paralleli utopie disilluse,
che la stagione ha spento.
Luci tenui, all'adunata, richiamano ombre,
fedeli compagne.
Di viaggi, false partenze e ritorni.
Vortici di serpenti e riti sacrileghi accolgono il nuovo Inverno.
Ritorno nuda alla Terra, portata via dal vento.
venerdì, novembre 6
Sulla riva del mio eremo

Sono un pò giù di corda in questo giorni. Vivere al ribasso, capita, tuttavia. Oggi tra una pagina ripetuta e quella successiva, mi sono dovuta alzare, e andando da una scrivania all'altra, presa da una sensazione di estrema chiarezza e lucidità, raggiunto il pc ho scritto sul forum: Boh, mi sento sempre più un'astrattezza surreale della materia, costretta in un corpo di plastica. Non capisco la vena irreale e isterica delle cose, quindi ne ribalto il senso, dipingendo un cielo in cui tutto è normale e io il paradosso. Non è proprio solamente così, ma è pur sempre un aspetto dello spettacolo che ho messo in scena nel mio teatro.
Ho il tessuto cerebrale atrofico, non filtra e non fa infiltrare niente. Impermeabile e silenzioso. Come un giudice che impugna il martelletto e lo scandisce sul banchetto allo scoccare del rintocco. Parlo di giudizio, forse ha un senso e forse centra, remote anticaglie che incontrano sorrisi ambigui di un passato, passato.
Voglio bene alle persone che vivono insieme me, ma a volte non è facile. Non è facile incrociare i loro sogni, sofferenze, disillusioni e guardare oltre, come se non li vedessi e fossero solo una mia errata intuizione.
Vorrei dare a ognuno di loro la possibilità di essere sole, luna, sasso o stella, vorrei potergli regalare la speranza di scoprire quello che sono. Invece mi giro, voltandomi, dall'altra parte, perchè mi sento stanca e impotente. E trascino i piedi sulla riva del mio eremo, guardando lontano, distante.
domenica, settembre 13
Confini Labili
Viviamo circondati da linee di demarcazione.
Al di qua della quali regnano tolleranza, moderazione e disponibilità verso il genere umano.
Ma hanno confini labili.
Stare al di qua è una scelta ragionata, più che un istinto e spesso risponde più a bisogni contingenti che ha un reale bisogno naturale.
La finezza è una dote, la ragione anche.
La stanchezza è un sintomo ed è conseguenza naturale dell’assenza delle prime due.
E l’essere ritornata a scrivere ne è la dimostrazione.
giovedì, settembre 10
Presenza e Mancanza
Manca qualcosa.
Manca sempre Qualcosa e a volte mi toglie il respiro.
Manca l’Azzurro.
E saper distinguere cose, persone e sentimenti.
A volte è un Nome, altre volte è una Emozione, altre volte è un Silenzio, altre volte è una Direzione.
Manca una visione lucida, ammesso che la si possa avere di sé stessi e degli altri.
Manca la Luce, quella di un sorriso capace di illuminarti la giornata.
Ma è complicato quando si ha il resto far conciliare Presenza e Mancanza.
giovedì, settembre 3
Aria e Carta

Vorrei dire, se lo potessi dire, che lei resterà sempre Lei.
E ogni cosa che avrà creato, di carta e di aria, non le basterà mai.
Il bisogno di fare e crescere e diventare e trasformarsi è il suo morboso compagno che la guarderà ridere e invecchiare, nel silenzio del tempo.
Lei resterà sempre quello che sarà domani ed era ieri.
Senza disturbare troppo, spaccherà il suo mondo in quattro parti e da queste quattro parti ne ricaverà otto.
Ma otto non basteranno, perché non basta mai.
Ma è certa che passerà, quando ne avrà ottenute sedici.
Ma è altrettanto certa che sta mentendo.
Sarà felice. E' felice.
Lo è.
Anche se dalle parole scritte sembra sempre che non sia.
Perché le parole scritte sono diverse, è tutto diverso.
Ed è per questo che le ringrazio infinitamente.
Ma ogni cosa, tutte le cose create di aria e di carta,
non potranno mai bastare.
mercoledì, settembre 24
In certi momenti e in questo momento
"Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora."
In un connubio perfetto, parole e musica.
Mi straziano, stravolgendomi di sensazioni dolcemente violente.
Indugio senza aspettarmi niente.
Tra un capitolo e l'altro del libro che deve essere pronto per lunedì, le ascolto e mi emoziono.
Così tanto da sentire brividi, lacrime, energia e prepotente voglia di sorridere, tutto insieme.
Se mi chiedessero cosa penso sia vivere, direi questo.
Direi oggi. Direi ieri.
"Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.
Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai..."
lunedì, settembre 22
Giusto e Sbagliato
E' tutto giusto, è tutto sbagliato.
In un giro di silenzi senza domande la risposta non può che essere che quella giusta.
Oggi il cuore ha tremato.
Lontano dalla gioia, e dal dolore, lontano da ogni sensazione supposta.
Ma ha tremato.
Sotto l'effetto di qualcosa che ancora non capisco.
C'è sempre un "ma" stonato che riempie con il suo significato concetti che non riesco a definire.
Studio e osservo le parole prendere vita sul foglio e confondersi in astrazioni di pensiero senza senso.
E se il problema non fosse l'Idea.
Se il problema fosse che io non so distinguere.
L'Amore dal Desiderio.
Il Peccato dall'Innocenza.
Il Sogno dalla Vita.
E se fosse questo.
Che io non sapessi distinguerli.
Cosa significherebbe.
sabato, settembre 6
Pensare stanca
"Perché questo litigioso amore o amore odiato tutto quanto dal nulla fu creato, vanità seria, pesante leggerezza, disarmonco caos di forme belle."
Romeo e Giulietta



